Una delle cose che ho sempre pensato di Solaria è che dovesse rappresentare un ciclo delle quinte, un oggetto musicale che connette tutte le dodici note. Questo mi era necessario per tradurre in musica la storia dei suoi abitanti, ma anche per trasformare la musica in simboli e concetti: libere analogie utili ad esprimere la mia visione del mondo.

Il ciclo delle quinte è l’oggetto che rende possibile la coesistenza delle dodici note senza gerarchie assolute e Solaria nasce come il suo equivalente simbolico: una mappa in cui ogni punto è necessario agli altri, in cui nessuno può essere isolato senza perdere significato. Non è come una linea progressiva, dove il senso starebbe nel raggiungere una meta, ma è una geografia circolare, in cui il significato si ottiene nel ruotare, nel ritornare, nel connettere punti che appartengono ad una stessa forma, punti che sono di fatto già connessi, vicini, sebbene alcuni siano apparentemente opposti.
Le tre dimensioni di Solaria
In Solaria si distinguono tre grandi aree, che non sono territori nel senso classico ma piuttosto campi di esperienza.
La Lega Australe, che si trova nel sud dell’isola, rappresenta il mondo della tecnica, dell’azione concreta, della produzione e del legame operativo con la natura. È il luogo in cui il sapere diventa fare, dove l’intelligenza si misura con la materia, con l’energia, con il tempo e lo spazio. La Lega Australe è simboleggiata dalle note della pentatonica di C maggiore: C, G, D, A, E.

In opposizione ad essa si trova l’Alleanza del Nord che simboleggia il mondo della scienza, dell’organizzazione e del pensiero strutturato. Qui si indagano le leggi che tengono insieme il cosmo e la società; è il luogo dove il reale viene indagato, compreso e formalizzato.

L’alleanza del Nord corrisponde alle note della pentatonica di Gb maggiore: Gb, Ab, Bb, Db, Eb.
Tra queste due polarità si colloca l’esperienza umana, il campo in cui la coscienza, attraverso l’arte, emerge come risposta al mondo. È lo spazio in cui l’essere umano non si limita a conoscere e a costruire, ma interpreta, contempla e crea, non per un fine specifico, come accade nelle altre nazioni di Solaria, ma per dare una risposta alla propria esistenza. Per essere umano.

La connessione tra coscienza e arte, intesa come sintesi di tutto il sapere e il fare umano, è rappresentata da Ku, la mia farfalla guida.
Purtroppo però, come ho già accennato, oggi è in atto una guerra tra la Lega Australe e l’Alleanza del Nord e l’esperienza umana si colloca proprio nel mezzo: spetta ad essa la possibilità, e la responsabilità, di accentuare o ricomporre questa frattura.
Intervalli di azione
Dentro questa struttura tripartita si articolano le sette regioni di cui ho scritto in precedenza, ciascuna definita non da un’unica capitale ma da una coppia di città. La scelta non è decorativa, ma risponde a un principio di dinamismo e complementarietà: ogni regione vive infatti di una tensione interna, di un equilibrio instabile tra due poli che si richiamano, si correggono e si completano. Esattamente come accade in un intervallo musicale, in cui ognuna delle due note che lo compongono deve la propria identità all’altra.

Per questo il rapporto musicale tra le due note che corrispondono a due capitali della stessa nazione è, con un’unica eccezione che vedremo in seguito, un intervallo di quinta giusta, ovvero la combinazione che produce il suono più stabile tra due note differenti.
Le Capitali del Sud
La Lega Australe è formata dai territori dell’Iridia e da Theknus.

Le capitali dell’Iridia, la regione della Natura, sono Prahna (la nota C) e Gea (la nota G).
Prahna, in sanscrito, significa il respiro vitale che permea ogni cosa, il principio invisibile che rende possibile la vita stessa.
Gea incarna la solidità della terra, l’attenzione al mondo organico e biologico, alla cura di ciò che cresce. Le due capitali, insieme, rappresentano una natura che è allo stesso tempo corpo e soffio, forma e flusso.

Theknus, la regione della Tecnica, si struttura attorno a Sankofa (la nota A) e Yantra (la nota E).
Sankofa è una parola akan, una lingua africana parlata perlopiù in Ghana e Costa d’Avorio, e significa “torna indietro e prendilo”: è la memoria tecnica, l’archivio, la tradizione che costruisce sull’esperienza del passato.
Yantra significa invece macchina, in sanscrito; è il dispositivo, il meccanismo, la cittadella dell’industria dove il sapere si fa produzione tangibile, dove la tecnica oscilla tra ricordo e progetto, tra ripetizione e innovazione.

Le Capitali del Nord
Gli stati del nord sono la Castalia e l’Axia.

La Castalia, la regione della Comunicazione, vive tra Qo (nota Bb) e Amal (nota Eb).
Qo rappresenta il dominio dell’empatia, della risonanza affettiva ed emotiva e delle prime forme di linguaggio non verbale; di quella condizione che rende possibile l’incontro prima che la comunicazione si organizzi in strutture stabili e narrative.
Amal, dall’arabo, è la speranza, la visione pedagogica che trasforma il futuro in aspirazione condivisa. Ad Amal la parola è il ponte tra il presente e il possibile, è educazione, psicologia ed è pure ricerca linguistica e filologica, è attenzione alla struttura profonda delle parole e alla loro storia. Ma, soprattutto, Amal è la capitale dove si celebra il Gioco della Conoscenza, una forma di linguaggio simbolico e analogico di cui i suoi abitanti sono grandi virtuosi: il gioco Zu.

Axia è il territorio in cui si coltiva la Scienza e ospita Mugen (nota Db) e Nexus (nota Gb). Mugen, dal giapponese, è l’infinito grezzo, l’universo prima di essere compreso, è ciò che eccede qualunque sistema di pensiero. Nexus è invece il legame, la rete di leggi fisiche e matematiche che dà struttura all’infinito. Il dialogo tra Mugen e Nexus incarna il limite della ragione e, allo stesso tempo, la sua necessità.

Altaluna
Altaluna, la regione della Mistica, vive divisa: le due capitali, Nuru e Qamar, si trovano infatti rispettivamente nella Lega Australe e nell’Alleanza del Nord.

Qamar (la nota Ab), luna in arabo, indica la riflessione, la contemplazione, la materia che si fa specchio dello spirito. Invece Nuru (la nota D), che significa luce in swahili, è il divino che si rende visibile come forza creativa nella realtà. Altaluna è dunque in tensione tra azione e contemplazione, tra il raccoglimento interiore e l’irruzione del sacro nel mondo.

L’intervallo tra queste due capitali è diverso da quello che si viene a creare tra le altre: non è più una quinta, l’intervallo più stabile e costruttivo, ma un tritono, l’intervallo simbolo, ovvero, etimologicamente, il riunirsi di due parti distinte che insieme formano l’intero. In musica il tritono è simmetrico rispetto a se stesso: le due estremità possono essere invertite senza modificarne la natura; ed è ciò che accade alle due dimensioni di Altaluna, dove azione e contemplazione non sono altro che le due forme assunte dalla stessa esperienza mistica.
Alma ed Eos
Alma ed Eos hanno una particolarità: al contrario delle altre nazioni hanno una sola capitale. Il motivo è che queste due isole, le zone geograficamente più lontane e separate di Solaria, rappresentano l’Unità. Un’unità da ricomporre.
Alma è il soggetto che osserva, la coscienza nuda, il luogo del mistero sulla natura e l’origine dell’uomo. La capitale omonima è l’unico punto di approdo all’isola, la quale è circondata da ciò che gli abitanti di Solaria chiamano Orizzonte del Molteplice, la soglia estrema oltre la quale ogni distinzione si dissolve e l’io si fonde con l’Uno del Tutto. È una zona di silenzio assoluto in cui persino gli elementi naturali, come il vento e il mare, non producono alcun suono. Nessun navigante affronta senza timore la rotta verso Alma: i pochi che affermano di averla percorsa hanno infatti raccontato di aver smarrito i propri pensieri, di aver avuto paura di perdere per sempre la propria identità.

Eos è la regione dell’Arte e la sua capitale è Ruah. Il nome Ruah, in ebraico, indica il soffio, lo spirito creativo che si cristallizza in opera. In Eos questo soffio prende forma nelle arti: musica, pittura, scultura, poesia, teatro e tutte le pratiche in cui un’idea, un’emozione o una visione diventano oggetti, suoni, immagini, spazi. L’arte di Eos è il significato reso materia, un gesto concreto che diventa messaggio.

Il significato di Solaria
Anche Alma ed Eos formano un tritono, poiché anima umana e arte, coscienza e informazione, domanda e risposta dell’esperienza umana, si trovano in una relazione inevitabile, simbiotica.
Tra i due territori non c’è continuità lineare, ma un salto che va compiuto attraversando le altre nazioni: l’opera d’arte, in Solaria, rappresenta un tentativo di attraversare l’Orizzonte del Molteplice: un gesto che traduce l’unità della coscienza nella molteplicità dell’esperienza artistica, accettando la perdita che questo comporta.

L’esperienza del mondo è quindi sempre incompleta e mediata: nasce nella coscienza, prende forma nell’arte e, possibilmente, ritorna alla coscienza trasformata, arricchita, ma mai risolta una volta per tutte. In questo movimento continuo tra Alma ed Eos si gioca il senso di Solaria: l’impossibilità di trattenere l’unità senza spezzarla e, allo stesso tempo, l’impossibilità di rinunciare a cercarla attraverso forme, immagini e opere che ne portino traccia.
La distanza tra Alma ed Eos è ciò che rende possibile il resto di Solaria: senza la domanda di Alma non vi sarebbe alcuna necessità di costruire, studiare, comunicare, percepire, pregare; e tutte queste attività si sintetizzano nell’esperienza artistica, nella risposta imperfetta di Eos, senza la quale la coscienza resterebbe chiusa in se stessa, in solitaria unità con il Tutto. Il tritono che le unisce è dunque la vibrazione più profonda dell’intero sistema, quella in cui si riconosce l’essere umano come domanda aperta e, allo stesso tempo, come gesto creativo.
Una Geografia del Possibile
Se mai un giorno la guerra di Solaria finirà, essa non descriverà quindi un mondo pacificato ma un mondo accordato: una geografia del possibile; possibile anche nel nostro mondo reale, in cui il senso non emerge dall’eliminazione dei contrari, bensì dal loro dialogo continuo.

Per ascoltare e conoscere le prime due parti della mia composizione puoi vedere su YouTube i relativi video:
01 – Il gioco della musica: vincere o giocare?
02 – Il gioco della musica: ho creato una composizione palindroma
Oppure ascoltarla direttamente su Spotify:
